Definizione
Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare sangue in quantità adeguata per soddisfare i bisogni dell’organismo. Può interessare il lato sinistro, destro o entrambi i lati del cuore.
Epidemiologia
• Colpisce oltre 26 milioni di persone nel mondo.
• Più comune dopo i 65 anni.
• Una delle principali cause di ricovero negli anziani.
• Aumenta con l’invecchiamento della popolazione e la sopravvivenza dopo infarto.
Fattori di rischio
• Infarto miocardico pregresso
• Ipertensione arteriosa
• Diabete mellito
• Aritmie (es. fibrillazione atriale)
• Cardiomiopatie
• Valvulopatie
• Abuso di alcol o droghe
• Malattie renali
Sintomi
• Dispnea (fiato corto), soprattutto a riposo o di notte
• Edemi alle gambe e caviglie
• Aumento di peso rapido (ritenzione di liquidi)
• Tachicardia, palpitazioni
• Stanchezza estrema
• Tosse persistente, soprattutto notturna
• Ascite (gonfiore dell’addome, nei casi avanzati)
APPUNTO PATOLOGIA – COSA SUCCEDE NEL CORPO
1. Il cuore si indebolisce (per danni da infarto, ipertensione, ecc.).
2. Non riesce a pompare abbastanza sangue in uscita (scompenso sistolico) o a riempirsi bene (scompenso diastolico).
3. Il sangue ristagna nei polmoni (scompenso sinistro) o nel sistema venoso periferico (scompenso destro).
4. Si accumulano liquidi nel corpo → edema, dispnea, ascite.
5. I reni ricevono meno sangue → attivano meccanismi di ritenzione idrosalina → peggiora il sovraccarico.
6. È una condizione cronica e progressiva, ma gestibile con terapia.
1. Scompenso cardiaco sinistro
Colpisce il ventricolo sinistro, la parte del cuore che pompa il sangue ricco di ossigeno verso tutto il corpo.
Cause comuni:
• Ipertensione
• Infarto del miocardio
• Cardiomiopatia
Sintomi tipici:
• Dispnea (affanno), soprattutto da sdraiati o durante sforzi
• Ortopnea (difficoltà a respirare da sdraiati)
• Edema polmonare (liquido nei polmoni)
• Tosse notturna
2. Scompenso cardiaco destro
Colpisce il ventricolo destro, che riceve il sangue venoso e lo manda ai polmoni.
Cause comuni:
• Scompenso sinistro (la causa più frequente!)
• Malattie polmonari croniche (es. BPCO)
• Embolia polmonare
• Ipertensione polmonare
Sintomi tipici:
• Edemi periferici (gonfiore a gambe, caviglie)
• Ascite (liquido nell’addome)
• Congestione epatica (fegato ingrossato, dolore addominale)
• Gonfiore delle vene del collo (giugulari distese)
3. Scompenso cardiaco globale (bilaterale)
Quando entrambi i lati del cuore sono coinvolti. È spesso una evoluzione dello scompenso sinistro che col tempo coinvolge anche il lato destro.
1. Scompenso cardiaco sistolico
(Insufficienza sistolica, o ridotta frazione di eiezione – HFrEF)
• Il cuore (soprattutto il ventricolo sinistro) non riesce a contrarsi abbastanza forte per pompare il sangue.
• La frazione di eiezione (FE) è ridotta (< 40–50%).
Cause comuni:
• Infarto miocardico
• Cardiomiopatia dilatativa
• Ipertensione cronica non controllata
Sintomi:
• Affaticamento
• Dispnea
• Edemi
• Ridotta tolleranza allo sforzo
2. Scompenso cardiaco diastolico
(Insufficienza diastolica, o frazione di eiezione preservata – HFpEF)
• Il cuore si contrae bene, ma non si rilassa correttamente durante la fase diastolica, quindi non si riempie bene.
• La frazione di eiezione è normale o quasi normale (>50%).
Cause comuni:
• Invecchiamento
• Ipertrofia ventricolare sinistra (da ipertensione)
• Fibrosi cardiaca
• Cardiomiopatia restrittiva
Sintomi:
• Molto simili a quelli dello scompenso sistolico (dispnea, edemi…), ma spesso in pazienti anziani, donne, ipertesi o diabetici.
1. Classificazione ACC/AHA (stadi A–D)
Questa descrive l’evoluzione della malattia (anche prima che compaiano i sintomi):
• Stadio A: alto rischio di scompenso (per esempio ipertensione, diabete, obesità), ma senza danno cardiaco né sintomi.
• Stadio B: danno strutturale del cuore (es. infarto precedente o alterazioni ecocardiografiche), ma ancora senza sintomi.
• Stadio C: sintomi attuali o passati di scompenso cardiaco (affaticamento, dispnea, edemi), con danno strutturale.
• Stadio D: scompenso grave o terminale, con sintomi anche a riposo o non controllabili con terapia standard (serve supporto avanzato, trapianto o cure palliative).
2. Classificazione NYHA (New York Heart Association – classi I–IV)
Descrive quanto i sintomi limitano la vita quotidiana:
• Classe I: nessuna limitazione. Attività fisica normale non causa affanno, stanchezza o palpitazioni.
• Classe II: lieve limitazione. Sintomi con attività fisica intensa.
• Classe III: marcata limitazione. Sintomi con attività fisica minima.
• Classe IV: sintomi anche a riposo. Qualsiasi attività fisica aumenta il disagio.
Diagnosi – spiegata per pazienti
1. Visita clinica
• Il medico ascolta i polmoni (rumori umidi) e osserva gonfiori e battito accelerato.
2. ECG
• Verifica la presenza di aritmie o segni di danni precedenti al cuore.
3. Ecocardiogramma
• Mostra quanto bene il cuore si contrae, la frazione di eiezione, e se ci sono dilatazioni o problemi valvolari.
4. RX torace
• Mostra congestione polmonare e ingrossamento del cuore.
5. Esami del sangue (BNP o NT-proBNP)
• Questi marcatori aumentano quando il cuore è sotto stress.
6. Esami renali e elettroliti
• Per valutare la funzione renale e gli effetti dei diuretici.
Terapia – spiegata
1. Diuretici (es. furosemide)
• Per eliminare i liquidi in eccesso.
• Controllare: peso, pressione, equilibrio elettrolitico (potassio!).
2. ACE-inibitori (es. ramipril) / ARB (es. losartan)
• Riducono la pressione e migliorano la funzione del cuore.
• Controllare: pressione, potassio, rischio di tosse.
3. Beta-bloccanti (es. bisoprololo, carvedilolo)
• Riducono lo stress sul cuore e rallentano il battito.
• Controllare: bradicardia, stanchezza.
4. Antialdosteronici (es. spironolattone)
• Migliorano la sopravvivenza nei pazienti con insufficienza cardiaca grave.
• Attenzione: iperkaliemia, funzione renale.
5. Digossina (in alcuni casi)
• Aiuta a migliorare la contrazione cardiaca e controlla la frequenza nelle aritmie.
6. Dispositivi (pacemaker, defibrillatore)
• Per pazienti con rischio elevato di aritmie o cuore molto dilatato.
Cura infermieristica – Appunti
• Monitoraggio parametri vitali (PA, frequenza, peso giornaliero).
• Controllo dell’equilibrio idrico (bilancio input/output).
• Educazione al paziente: dieta iposodica, controllo del peso, farmaci.
• Valutazione dei segni di peggioramento (dispnea, edemi, affaticamento).
• Supporto psicologico e incoraggiamento all’aderenza terapeutica.
• Collaborazione con team multidisciplinare.