DIABETE MELLITO DI TIPO 2
1. Definizione
Il diabete mellito di tipo 2 è una patologia metabolica cronica caratterizzata da iperglicemia (elevata concentrazione di glucosio nel sangue) causata da:
• Insulino-resistenza: le cellule dell’organismo non rispondono adeguatamente all’insulina.
• Ridotta secrezione di insulina: il pancreas produce meno insulina del necessario.
L’insulina è l’ormone che permette al glucosio di entrare nelle cellule per essere utilizzato come energia. Se non funziona correttamente, il glucosio si accumula nel sangue.
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2. Epidemiologia
• Rappresenta circa il 90-95% di tutti i casi di diabete.
• La prevalenza aumenta con l’età, soprattutto oltre i 45 anni.
• È più frequente nelle persone con sovrappeso o obesità.
• Colpisce milioni di persone nel mondo e ha un forte impatto sanitario ed economico.
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3. Fisiopatologia
Nel diabete tipo 2, si combinano due difetti principali:
1. Insulino-resistenza: le cellule muscolari, adipose ed epatiche rispondono meno all’insulina → il glucosio non entra nelle cellule → iperglicemia.
2. Disfunzione delle cellule beta pancreatiche: il pancreas non riesce a produrre abbastanza insulina per compensare → peggioramento della glicemia.
Conseguenze:
• Il fegato continua a produrre glucosio anche quando non necessario.
• L’eccesso di glucosio nel sangue danneggia i vasi sanguigni → complicanze croniche.
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4. Fattori di rischio e cause
• Obesità (soprattutto grasso viscerale)
• Sedentarietà
• Alimentazione ricca di zuccheri e grassi
• Familiarità (genitori o fratelli con diabete)
• Età > 45 anni
• Ipertensione arteriosa
• Dislipidemia (colesterolo e trigliceridi elevati)
• Sindrome dell’ovaio policistico
• Storia di diabete gestazionale
Perché causano diabete?
• L’obesità riduce la sensibilità all’insulina.
• La mancanza di attività fisica riduce il consumo di glucosio.
• La predisposizione genetica influisce sulla produzione e funzione dell’insulina.
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5. Sintomi
• Poliuria (urinare spesso): l’organismo elimina il glucosio in eccesso con le urine.
• Polidipsia (sete intensa): dovuta alla perdita di liquidi.
• Astenia (stanchezza): le cellule non ricevono abbastanza energia.
• Perdita di peso involontaria: nei casi avanzati, per l’uso dei grassi e delle proteine come energia.
• Visione offuscata
• Infezioni frequenti (urinaria, cutanea): l’ambiente iperglicemico favorisce la crescita dei batteri.
• Lenta cicatrizzazione delle ferite
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6. Diagnosi
• Glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dL (2 volte)
• Emoglobina glicata (HbA1c) ≥ 6,5%: riflette la glicemia media degli ultimi 2-3 mesi
• Curva da carico orale di glucosio (OGTT): glicemia ≥ 200 mg/dL dopo 2 ore
• Glicemia casuale ≥ 200 mg/dL con sintomi
Perché questi esami?
• La glicemia a digiuno evidenzia un eccesso di zucchero basale.
• L’HbA1c mostra il controllo glicemico nel tempo.
• Il test da carico evidenzia il diabete iniziale o latente.
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7. Terapia
a. Modifiche dello stile di vita
• Dieta ipocalorica e bilanciata (limitare zuccheri semplici, grassi saturi)
• Attività fisica regolare (almeno 150 min/sett)
• Perdita di peso (riduce la resistenza insulinica)
b. Terapia farmacologica
1. Metformina
• Prima scelta
• Riduce la produzione epatica di glucosio
• Aumenta la sensibilità all’insulina
• Non causa ipoglicemia
2. Sulfaniluree (es. glibenclamide, glipizide)
• Stimolano il pancreas a produrre più insulina
• Rischio di ipoglicemia e aumento di peso
3. Inibitori DPP-4 (es. sitagliptin)
• Aumentano gli ormoni incretinici
• Stimolano insulina post-prandiale e riducono glucagone
• Basso rischio di ipoglicemia
4. Agonisti GLP-1 (es. liraglutide, semaglutide)
• Ritardano lo svuotamento gastrico, riducono l’appetito
• Stimolano la secrezione di insulina
• Aiutano nel dimagrimento
5. Inibitori SGLT2 (es. empagliflozin)
• Favoriscono l’eliminazione di glucosio nelle urine
• Utili per il cuore e i reni
• Rischio di infezioni urinarie
6. Insulina
• Usata nei casi non controllabili con farmaci orali
• Necessaria in fasi avanzate o in emergenze
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8. Cure infermieristiche
• Educazione del paziente sulla malattia e autogestione
• Controllo della glicemia capillare
• Sorveglianza degli effetti collaterali dei farmaci
• Cura del piede diabetico: ispezione quotidiana, igiene, scarpe adeguate
• Monitoraggio di pressione arteriosa, peso e segni di complicanze
• Collaborazione con dietista e medico per piano nutrizionale
• Supporto psicologico, soprattutto all’inizio della diagnosi
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9. Prevenzione
• Educazione sanitaria alla popolazione a rischio
• Assunzione di dieta sana e movimento già da bambini
• Controllo del peso e della circonferenza addominale
• Monitoraggio periodico della glicemia nei soggetti a rischio
• Trattamento di ipertensione e dislipidemia.